Con rivoluzione digitale si intende tutta quella serie di cambiamenti sociali, economici e politici avvenuti in merito all'avvento della digitalizzazione di gran parte degli accessi all'informazione, mutando enormemente l'approccio alla cultura, al lavoro e al tempo libero. In tutti gli ambiti della vita sociale è diventata indispensabile e ovvia la digitalizzazione dell'informazione. Nell'era digitale si è creato uno scarto generazionale impressionante tra chi ha più di trent'anni ed i più giovani.
Il tasso di penetrazione dei PC nelle case private, l'enorme crescita del numero di persone online su reti commerciali e l'esplosione di Internet dicono che è il 1995 è stato l'anno della "svolta digitale".
La rivoluzione digitale ha come punto di partenza il computer che non è solo uno strumento per rappresentare in forma statica i dati, ma diventa uno strumento potentissimo per lavorare sull'informazione. Cambia il rapporto tra le persone, modifica la comunicazione tra lo Stato e i cittadini e porta grandi trasformazioni al mondo del lavoro.
Questo processo non è da considerare come il frutto automatico di un mero progresso tecnologico e non va intesa come una semplice riformulazione in un linguaggio nuovo di una realtà preesistente, ha forme nuove rese possibili dalla tecnologia ed è frutto di scelte che non sono né unicamente né principalmente tecnologiche. E’ una società in cui le nuove tecnologie offrono nuovi sistemi di interazione con la Pubblica Amministrazione, nuove modalità di fruizione dei servizi, nuovi modi di intervenire nella vita politica, nuove forme di comunicazione.
Dal punto di visto ‘produttivo’ e lavorativo, la Rivoluzione Digitale è l’antidoto per l’inefficienza, la ridondanza, la lentezza, la burocrazia, ed è sinonimo di trasparenza, risparmio, standardizzazione e interoperabilità.












